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I Tarocchi.


Se la nozione Junghiana di Ombra ci indica principalmente il lato oscuro della personalità, è  compito “di una luce oscura che viaggia su un differente spettro" illuminare e rendere accessibile, con il proprio linguaggio quelle zone della nostra mente che sono complementari all'io cosciente. Una “Luce Oscura" che sotto la guida della nostra piu sincera volontà, ci aiuta a trovare il giusto equilibrio, permettendo al nostro Sè di realizzare la propria identità.


Il linguaggio di questa “ Luce Oscura" si esprime tramite i Tarocchi grazie all'utilizzo di immagini, simboli e analogie esoteriche capaci di riflettere il mondo sommerso del nostro inconscio. Si tratta di un approccio obliquo a quello della psicoanalisi dove, invece di isegnareun codice da comprendere, viene usato direttamente il linguaggio dell'intuizione. La dove molti sedicenti Cartomanti si perdono solo nell'esulare di detenere la conoscenza assoluta, i veri detentori del sapere rimangono Celati e non danno modo di capire chi siano. Nei tarocchi vige una regola fondamentale:


• Mai prendere l'interpretazione come oro colato, essendo solo un consiglio intuitivo.


• Non estrarre mai più di tre carte dal mazzo, non solo l'interpretazione e confusionaria, ma si rischia anche di dare un consulto negativo.


• Quando la zingara ti legge le carte in un certo senso ti vende un destino, altro è meglio non dire. Nel gioco della sorte si gioca sempre in due: lascia fare alla Zingara ciò che deve, tu fai la tua domanda e il fato farà il resto.

— Arconte


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