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L'abito della strega.

Aggiornamento: 7 set 2019



Nell'antica tradizione del culto delle origini, al di là di ciò che viene scritto nei libri e di come la Stregoneria si fosse evoluta, la nudità rituale era lo stato più potente in cui la strega riusciva ad invocare le divinità e gli spiriti della natura. Sicuramente è la condizione più naturale in cui il corpo umano si possa trovare, ma la nudità rituale non è per tutti.


Non se ne parla molto ma l'abito della strega è la strega stessa...direte in che senso? Quando dico che l'abito della Strega è la Strega stessa intendo che veste solo del suo corpo, meraviglia della creazione nonché lo strumento più potente in magia. Ma La strega non è solo un ponte tra questo mondo e l'altra dimensione, lei è natura incarnata, la libertà assoluta, divinità in un corpo animale. Non ha morale, agisce per sentire, non curante del bene del male. La strega è la bestia che spunta dall'oscurità con occhi da lupo. Per poi ritirarsi nei boschi, la strega è oscena, custode della sapienza ancestrale colei che balla con il Caprone in un estasi di umori vaginali. 


Questo paragrafo dedicato al corpo della strega, e come questo corpo viene definito, identificato, tipizzato secondo stereotipie sessiste fra il 1450 e il 1650, che corrispondono grossomodo agli anni più bui della grande caccia.


Il corpo della strega risultava essere di due tipologie: bianco, morbido, giovane, seducente e osceno oppure vecchio e decadente ma nello stesso tempo muscoloso come quello di un uomo, forte, con i lineamenti duri, la mascella maschile e il naso azteco. Corpi nella realtà incontrollabili, quindi, o per la loro eccessiva bellezza che ossessionava gli uomini per la loro immonda bruttezza da far accapponare la pelle.


La nudità rituale, nota anche con il nome di " Skyclad " ( vestirsi del cielo ) era una pratica propria della antica stregoneria, è solo dopo presa da altri gruppi neopagani e affini. Ma non tutte le streghe praticavano la nudità rituale, così nacque l'indumento della strega: in base al suo lavoro magico si scelse un colore come per le candele, ogni giorno corrispondeva ad un intento, ed ogni intento ad un indumento del colore appropriato, ognuno con una sua energia vibrazionale. 


Alcuni indumenti:

Giallo: È un colore eccellente per chi pratica la divinazione, rappresenta la luce del sole e irradia le vibrazioni spirituali.


Viola: È preferito da quelli che lavorano con il potere divino puro o che vogliono approfondire la loro consapevolezza spirituale. 


Blu: È adatto per i guaritori e per quelli che lavorano con la loro consapevolezza psichica, o per quelli che vogliono armonizzarsi con le energie nel Suo aspetto oceanico.


Verde: forza a chi pratica erboristeria o attinge energia magica dalla natura.


Marrone: Viene indossato da chi si armonizza con gli animali o gli empatici.


Bianco: Simboleggia la purificazione e la spiritualità pura, ed è anche perfetto per i rituali di meditazione e pulizia. Si indossa nelle celebrazioni della Luna Piena o per armonizzarsi con le Dee. 


Arancione o Rosso: Questi colori per gli indumenti sono indossati prevalentemente nei Sabbat per ritiuali d'amore e per

passione. 


Nero: Gli indumenti neri sono molto popolari. Contrariamente ai fraintendimenti popolari, il nero non simboleggia il male o la sciagura, ma sta a rappresentare l’assenza del colore. È una tonalità protettiva e simboleggia la notte, l’universo e la mancanza di falsità. Quando una strega indossa un indumento nero si veste dell’oscurità dello spazio profondo simbolicamente la fonte suprema dell’energia.


Alcune tradizioni:

- Per praticare la magia non avevano bisogno di vesti o altri indumenti particolari. Molte streghe si spogliavano del tutto: la nudità le aiutava ad astrarsi dal mondo sottile e non bruciarsi con le candele.


- Una spiegazione più convincente della nudità rituale nella stregoneria dice che è usata per il suo valore simbolico: la nudità mentale, spirituale, ed anche fisica di fronte alle Dee e al Dio simboleggia l’onestà e l’apertura di una strega, la libertà assoluta.


- Le streghe erano solite fare bagni purificatori nei laghi e nei fiumi che diventavano veri e propri rituali: usavano erbe a base di rosmarino, finocchio, lavanda, basilico, timo, issopo, verbena, menta, e con un pizzico di radice di valeriana triturata.


- Fare il bagno durante la fase di luna nuova o calante in un fiume, durante la notte, scacciava il malocchio e le negatività.

— Arconte


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