Le fondamenta della magia.
- Giuseppe Arconte

- 20 dic 2018
- Tempo di lettura: 2 min

Alcuni si stupiscono all’idea che la «magia» possa essere pratica. Tuttavia non c’è nulla di sorprendente. Il suo scopo è esercitare un’influenza sull’ambiente circostante. Benché la magia si occupi giustamente della crescita spirituale e della trasformazione psicologica, anche la vita spirituale deve poggiare su solide fondamenta materiali. Il mondo materiale e la dimensione psichica sono intrecciati, ed è proprio questo fatto a creare il legame magico: la sfera psichica può influire su quella materiale e viceversa.
La magia può e deve essere usata tutti i giorni per vivere meglio. Ciascuno di noi è fatto di mente e corpo, e di sicuro abbiamo il dovere spirituale di sfruttare appieno questi doni meravigliosi. La mente e il corpo lavorano insieme, e la magia non è altro che l’estensione di questa interazione in dimensioni che trascendono i limiti umani normalmente concepiti. È per questa ragione che spesso parliamo di " Stregoneria " riferendoci al campo della magia. Il corpo è vivo e ogni forma di vita è una manifestazione del divino. Il potere divino è racchiuso tanto nel corpo e nella terra quanto nella mente e nello spirito. Con l’amore e la volontà, usiamo la mente per collegare questi aspetti della divinità e provocare un cambiamento.
Con la magia aumentiamo il flusso di divinità nella nostra vita e nel mondo che ci circonda. Contribuiamo alla sua bellezza perché per praticare la magia dobbiamo lavorare in armonia con le leggi della natura e della psiche. La magia è lo sviluppo del potenziale umano. La magia pratica riguarda l’arte di vivere bene e in armonia con la natura e con la magia della Terra, con le cose della Terra, le stagioni e i cicli, e con ciò che produciamo con le mani e con la mente.
— Arconte
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